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La fonte dell’arte marziale di Bruce Lee è a Sesto San Giovanni

Bruce Lee è un’icona pop. E’ l’indiscusso campione più forte di tutti i tempi, anche se non ha mai fatto una competizione perché credeva nel combattimento totale e non sportivo. Spesso capita che anche chi non ha nulla a che fare con le arti marziali afferma di sapere tutto sul leggendario Piccolo Drago: dalle sfide che ha vinto fino alla vera causa della sua morte.

Non molti invece sanno che la sua filosofia in azione, il suo metodo di combattimento evoluto poi in un “non metodo”, proprio perché attinge al miglio di qualsiasi stile del combattere sia orientale che occidentale, si chiama Jeet-kune-do ed è stata una rivoluzione nel mondo delle arti marziali quanto il Rock in quello della musica.

Bruce Lee, il fondatore (sijo) del JKD, ha avuto diversi allievi durante la sua breve ma intensa vita in California. Tra questi l’unico insegnante professionista delle arti marziali, che anche dopo la sua morte ha continuato una ricerca senza fine degli stili di combattimento originari di qualsiasi angolo del mondo, è il maestro Dan Inosanto.

Alla nostra Accademia in provincia di Milano è possibile apprendere il Jeet-kune-do in linea diretta discendente con Bruce Lee. La Bono Academy ha questo privilegio e onore grazie al suo fondatore: il maestro Roberto Bonomelli è stato il primo in Italia a diplomarsi insegnante di Jeet-kune-do e di arti marziali filippine (Kali, Arnis, Escrima) con il grande maestro (sigung) Dan Inosanto alla Inosanto Academy di Los Angeles.

In questo video uno dei più quotati istruttori di Jeet-kune-do di Los Angeles, sifu Peter Nguyen fondatore della Legacy Jet-kune-do, insegna alcuni principi base che si apprendono nelle classi principianti (fase 1) e intermedie (fase 2) della nostra Accademia. La Bono Academy da sempre è una scuola internazionale, perché il maestro Bonomelli nel corso di 20 anni ha portato a Sesto San Giovanni i personaggi più significativi del mondo del JKD, del Kali, del Silat, delle MMA e della difesa personale in generale: Dan Inosanto, Bob Breen, Richard Bustillo, Cass Magda, Bill McGrath, Thomas Sipin, Erik Paulson, Greg Nelson, Tony Somera, Harry James de Vries, Cecep Arif Rahman per nominarne alcuni.

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Young MMA, il corso di Arti marziali miste per minorenni

Questo venerdì, 1 settembre, ripartono tutti i corsi della nostra Accademia altamente specializzata in Sport da combattimento, Arti marziali e difesa personale. Quando la nostra palestra è stata ampliata, raggiungendo i 1000 m2 su due piani dedicati alle discipline del combattimento, i fondatori avevano in mente in special modo le promesse di questi sport completi quanto appassionanti: i giovani, e tra questi proprio i minorenni. Ecco perché abbiamo un corso di MMA dedicato ai ragazzi e alle ragazze, tra i 13 e i 17 anni, chiamato Young MMA.

Le Arti marziali miste o Mixed martial arts (MMA), ultima moda in fatto di sport da combattimento, a Sesto San Giovanni vengono insegnate con le regole, il rispetto e l’umiltà delle discipline del combattimento più consolidate: prima viene l’educazione sportiva e poi il risultato agonistico.
In questo video il nostro istruttore Flavio Sbardella, con l’aiuto di due suoi giovani allievi, vi spiega una tecnica di difesa da un calcio circolare (middle kick), tipico della Thai-boxe, che si conclude con una leva alla caviglia (ankle lock), segno distintivo di discipline della lotta come il Sambo russo, la Shooto giapponese e il Catch-Wrestling.

Le MMA attingono a un vasto bagaglio tecnico che stimola i più giovani ad apprendere sempre nuove tecniche, sia in piedi che a terra, e ad applicarle nel combattimento di palestra (sparring). Queste lezioni riservate ai minorenni si tengono ogni martedì e venerdì, dalle 17.00 alle 18.00, nella nuovissima area tatami racchiusa dalla gabbia al primo piano della Bono Academy.

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Avvenire 08.02.2009: AGGRESSIONI, CORSI DI AUTODIFESA AL FEMMINILE

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La maggior parte di loro non ha subito violenza. Ma quasi tutte, almeno una volta, sono state importunate ed hanno avuto paura. Perciò sono numerosi a Milano e in Lombardia i corsi di autodifesa rivolti alle donne. Le tecniche sono le più disparate: coreana, israeliana o americana. In comune hanno l’obbiettivo di migliorare sicurezza personale e la consapevolezza che anche nelle situazioni più difficile si può sperare di venirne fuori. Simona racconta di aver deciso di iscriversi a un corso serale dopo” un episodio capitatole in un locale dove un tizio mi ha afferrata e stretta al muro. La cosa sfortunatamente si è chiusa lì, senza problemi, ma la cosa mi ha fatto capire che è molto facile trovarsi in situazioni dove nessuno può o vuole venire in aiuto”.

Intanto aumentano le vendite dei così detti spray al peperoncino. Prodotti il cui uso è però considerato illegale . “ la quasi totalità degli strumenti antiaggressione presenti sul mercato”, spiega la polizia sul sito internet, sono annoverate tra le armi comuni,”in quanto strumenti la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona”. Ad oggi sono solo tre i prodotti per la difesa personale di cui è consentita la libera vendita, perché il modesto contenuto di sostanza attiva non è propriamente in grado di “recare offesa alla persona, qualificandoli quindi, “non armi” e ritenendo ammissibile la loro libera vendita e circolazione” non è perciò detto che avere nella borsetta un portachiavi o una penna urticante faccia svanire le insicurezze. “ avevo notato- racconta Daniela- che la paura mi aveva costretta a chiudermi in me stessa, al punto di temere talvolta giustamente talvolta esageratamente, situazioni quotidiane: uscire da sola era diventato motivo di angoscia, tanto che cercavo di vestirmi in modo da non farmi notare pur di non essere importunata”. Anche Daniela alla fine ha scelto un corso antiaggressione, come quelli Difesa Donna, patrocinati dalla provincia di Milano e d ormai diffusi in tutta Italia. Roberto Bonomelli, direttore tecnico della struttura con sede a Sesto San Giovanni, dopo gli anni trascorsi nelle palestre di Los Angeles promuove un metodo a portata delle donne di ogni età. Secondo l’istruttore non basta saper menare le mani. “ la maggior parte delle arti marziali- osserva – insegna infatti ad affrontare un combattimento tipo duello, che ben poco ha a che fare con un’aggressione uomo donna”. Perciò durante il corso vengono analizzate svariate situazioni di rischio (in treno, in auto, in auto, in casa, in strada) per imparare a valutare il pericolo. Il passaggio successivo è la “difesa verbale”. “alle allieve – spiega Bonomelli – viene insegnato ad usare la voce, insieme a un’adeguata postura, per scoraggiare l’aggressore e nel contempo attirare l’attenzione di eventuali passanti. Infine vengono insegnate tecniche di difesa fisica: i colpi sono estremamente semplici ed efficaci, non vengono insegnati pugni né calci coreografici, i principi guida sono l’immediatezza della reazione e l’efficacia”. Come dire, state alla larga da questa “cintura rosa”.

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